Non capisco perché ultimamente capito in ristoranti dove il servizio del vino è effettuato in modo approssimativo. Come se fosse un'incombenza di cui liberarsi il prima possibile. Forse è dovuto al minor consumo che ormai si osserva un po' ovunque. Chissà. Carino il benvenuto dello chef anche se avrei apprezzato sapere di che si trattava senza doverlo chiedere. Leo è sicuramente un buon ristorante; il servizio è informale, cordiale, simpatico e rapido...i piatti si susseguono con la giusta tempistica. La cucina è molto buona, con un'ottima materia prima ed una buona preparazione. E poi che dire? Se fosse tutto qui, Leo sarebbe un ristorante come altri. E poi c'è di più. Un cuoco può cucinare semplicemente per soddisfare l'appetito dei commensali oppure può provare a creare delle emozioni. Non so quali altri piatti qui possano far provare delle emozioni, ma il gelato di zabaione, con la marcata presenza del marsala e il delicato sentore di cotto, mi ha riportato alla mia infanzia quando bambino guardavo, in attesa di provarlo, gli adulti che, con pazienza, con un piccolo fuoco o a bagnomaria, preparavano lo zabaione, la crema non il gelato. È vero che la cucina è anche memoria, può suscitare ricordi, sentimenti, e se un piatto ci riesce è doveroso dire bravo Cuoco, bravo Leo.